La musica, i ricordi e Chris.

Oggi il mondo della musica perde una delle voci più forti e imponenti degli ultimi anni.
Chris Cornell.
E io provo un dolore fortissimo, perché con lui se ne va un pezzo del mio cuore e un pezzo della mia vita: l’adolescenza.
È come se quella parte della mia vita se ne fosse andata sbattendo la porta, provocando gran spavento e un rumore forte, secco e deciso.
Malgrado la malinconia e la rabbia di quel genere io percepivo una dolcezza disarmante.
Con le sue parole cantante riusciva a tirare fuori quello che io nascondevo dentro.
E in quella specie di comprensione musicale io mi sentivo più leggera, e sicuramente meno sola.
Mi ha preso per mano e nei momenti di confusione mi ha sollevato, fermando tutte le mie inquietudini e coinvolgendomi con la sua voce profonda, decisa e coraggiosa, mi faceva sognare.
Dentro quella musica custodisco i migliori ricordi della mia adolescenza, le emozioni più forti, i miei tormenti e le mie gioie.
Con questo strappo inaspettato alla musica, mi si strappa un po’ anche il cuore.

9 verità e una bugia. (18) – Di Giurisprudenza e Scienza Politiche –

1- Non so se pubblicare o meno questo articolo.
2- Devo ammettere che sono una persona categorica, ma non tanto categorica e assolutista come il gruppo di persone di cui andrò a parlare.
3- I miei percorsi accademici mi hanno portato a studiare scienze politiche e comunicazione, passando per lobby e relazioni istituzionali.
4- Mi occupo, insomma, di quell’aria fritta di cui tutti parlano ma della quale pochi conoscono effettivamente l’essenza.
5- Inevitabilmente i miei studi mi hanno posto di fronte al nemico giurato di tutti gli scienziati politici del mondo: la giurisprudenza e i suoi adepti.
6- Diciamo la verità: quelli che studiano giurisprudenza si sentono “un tantino” superiori a tutto il mondo, soprattutto a quelle anime pure che sono gli studenti di scienze politiche o scienze diplomatiche et similia. E questa cosa fa scattare quella difesa faziosa ed inevitabile che nasce in tutte le diatribe sociali.
7- Tutta ‘sta premessa per dire che, malgrado la nobiltà dei mestieri che partorisce la giurisprudenza,  quell’atteggiamento di superiorità non riesco proprio a tollerarlo.
8- Negli anni ho notato che tutto l’ambiente (avvocati, magistrati, giudici, wannabe o presenti tali, etc) è impregnato di una forte arroganza egoriferita, ad eccezione di un paio di casi.
9- È possibile anche che sia io ad aver incontrato gente atipica e bizzarra e che l’ambiente forse non sia così tracotante come percepisco.
10- Era un po’ che volevo scrivere questa cosa, senza offendere, nel rispetto di tutti, scherzando un po’.

Perché odiamo tanto la Ferragni?

Non ho pubblicato ancora nulla riguardo alla proposta di matrimonio di Fedez alla Ferragni, né ho commentato né mi sono interessata più di tanto, anche perché il mio mondo ruota intorno alle vicende delle serie tv, che sono di gran lunga più interessanti!

Non ho pubblicato ancora nulla perché non me ne frega niente, ma non ho potuto non notare il marasma di commenti positivi e di commenti negativi rivolti alla Chiarona nazionale e a Federicuzzo e devo dire che ho provato uno stupore disagiante di fronte a tutti i commenti al vetriolo, successivi alla proposta di matrimonio.
E i commenti dei commenti, e i commenti che commentano i commenti.
Ebbasta.

Mi chiedo, perché odiamo tanto la Ferragni e il suo acclamato futuro marito?
Semplice: perché lei ha una vita da favola e noi no.
Lei ostenta la sua vita da favola e noi non possiamo.
Il perché di tutto questo “odio” è l’invidia, dimenticando un piccolissimo particolare importante: siamo esattamente come lei.
Facciamo le stesse identiche cose che fa Chiara Ferragni, postiamo in continuazione, ostentiamo le nostre esperienze di vita,  spiattellandole con cognizione sui social network come se a qualcuno importasse veramente cosa mangiamo a colazione o se stiamo in palestra a correre 100 km, o se abbiamo visitato il posto più incredibile del mondo.

Ci rendiamo pubblici, ma noi falliamo perché la nostra vita è “comune”, quotidiana.
La Ferragni’s life invece è piena di esperienze fuori dalla accezione “comune”.
Noi facciamo trasferta da Camporoppolo a Baiano***, mentre lei da Milano a Los Angeles.
Invece di prestare semplice indifferenza o gioire di fronte al successo di una ragazza italiana di appena 30 anni, che ha costruito un impero, ci accaniamo.

Ci facciamo trasportare dall’invidia viscerale dimostrando una frustrazione esistenziale veramente patetica.
Lei ci sbatte in faccia, tutti i giorni, che ce l’ha fatta, che è realizzata, che ha avuto un’opportunità ed è stata così intelligente da sfruttarla a tutto tondo, che vive una vita lussuosa e spettacolare ma “dimensionata” e noi, invece, siamo segregati nella nostra piccola comune esistenza e non facciamo altro che puntare il dito.
Diamoci una calmata.
È inevitabile la trascuratezza del nostro giardino se stiamo a fissare quotidianamente l’erba del vicino.
Ridimensioniamo le rosicate, e tentiamo di fare quello che fa Chiara: goderci la vita per le opportunità che ci propone.
***chi mi conosce sa di cosa sto parlando.