9 verità e una bugia. (Cattivissima Pepper)

  1. Penso che l’originalità sia un dono di pochissimi.
    Tutto il resto è una copia di una copia, di una copia, di una copia. (semicit.)
  2. Un po’ come i colori pastello le copie sono sempre un po’ sbiadite, tenui, un po’ anonime ed è per questo che non mi piacciono.
  3. E non mi piacciono le persone “pastello”, quelle senza personalità che si limitano ad assorbire atteggiamenti altrui e farli propri, perché a loro volta hanno un’anima sbiadite e anonima.
  4. Devo dire che non ho mai copiato, nemmeno a scuola, e le mie “brutte”, tutto ciò che scrivevo e che scrivo quando le trasferivo/trasferisco in “bella” non erano/sono mai la copia esatta: riesco sempre a cambiare qualcosa, a modificare, a migliorare (magari), come se la mia testa fosse sempre in movimento continuo.
  5. Ed è proprio così, la mia testa e i miei pensieri non si fermano mai, nemmeno quando sono cupi e sporchi, nemmeno quando mi tormentano.
  6. Nemmeno quando divento cattiva. Cosa che ultimamente mi succede spesso.
  7. È una parte di me che non tollero: la cattiveria.
  8. È una parte di me che mi confonde perché sento che mi allontana dalle emozioni ma mi tiene ben salda alla realtà.
    Un ossimoro persistente ed esistenziale che mi si posa addosso e mi ferisce e mi cura.
  9. Penso anche che la cattiveria sia indubbiamente necessaria.
  10. Non sempre necessaria, ma in maniera appropriata e al momento giusto può risultare anche parecchio soddisfacente.

Vi è mai capitato?

Vi è mai capitato che le persone più assurde e diverse vi “stalkerassero” puntualmente i profili social, soprattutto Instagram?
Parlo di persone che non vi seguono o non sono vostre amiche, ma che puntualmente “spizzano” il profilo?
Vi è mai capitato che queste persone fossero la ex del vostro ex, con cui non avete a che fare ormai da 3 anni?
Vi è mai capitano che queste persone fossero il fratello e la madre dell’attuale ragazza del vostro ex, con cui non avete a che fare ormai da 3 anni?
Vi è mai capitato di provare una grande pena?
Vi è mai capitato di pensare che tutta questa situazione sia impregnata assai di disagio?
Non so.
A me è successo. Poco fa.

Se dovete impicciarvi, almeno fatelo con stile, senza farmi sentire una Diva!
XOXO

CATTIVISSIMA PEPPER #28

Buon lunedì, gente. Pensavo di non dover mai più ricacciare fuori questa rubrica, e invece.

  1. Odio profondamente le pose e le foto in posa, e odio più di ogni cosa le pose fintamente naturali.
    Mi domando, ma chi cazzo vi credete di essere? Naomi Campbell?
    Si capisce che la foto è finta, e che pure voi avete la naturalezza di una marionetta, cazzo.
    E oltretutto dove li trovate i poveri cristi che si prestano a farvi le foto? Non capisco.
  2. Odio l’inconsapevolezza dell’importanza del tempo.
    È una grande banalità, lo so, ma è vero che tutti sottovalutiamo l’importanza e il valore del tempo. Me compresa.
    Ed è un comportamento naturale e inevitabile, ma ingiusto.
  3. Il silenzio è un buon rimedio per qualsiasi male, diceva Dumas, ma tacere comporta una gran fatica.

 

CATTIVISSIMA PEPPER #27

Non sopporto l’insofferenza e le persone che si piangono addosso, quelle “ma succede tutto a me?”, e forse lo sono stata anche io e, perché no, odio anche me stessa per questo.
Le persone che non si rialzano ma che aspettano sempre una mano amica per rimettersi in piedi, sono urticanti come un sassolino nella scarpa.
Nel mio cinismo, e nel mio animo è quasi assente, credo che dobbiamo convivere con la nostra solitudine e andare bene per noi stessi.
E capire che ci bastiamo così, come siamo. E se non ci bastiamo possiamo cambiare per bastarci.
Ha senso?
Alla fine siamo solo noi che siamo padroni di noi stessi e nessun altro.
Tutto il resto è contorno.
Certo poi la sfiga capita a tutti, ma la vita va avanti.
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Quindi tentiamo di sorridere un po’ di più e di autocommiserarci un po’ di meno. Io, prima di tutti.

Buon inizio settimana.

CATTIVISSIMA PEPPER #26

Buongiorno e buon lunedì di “ricomincio”.
Oggi è il primo giorno della settimana in cui si ricomincia seriamente.
Le scuole, il traffico, l’ufficio, gli impegni. Tutto.
E quindi ricomincia pure il mio disagio.

Ciò che oggi non riesco a sopportare è una sensazione di impotenza.
Non credo che capiti solo a me.
È una sensazione di inadeguatezza verso il mondo.
Quella sensazione che mi fa sentire diversa da tutti, ma non diversa in maniera arrogante, diversa-mancante.
Come se stessi correndo e vedessi il traguardo, ma il traguardo rimane sempre lontano da me, sempre di poco, ma lontano.
Quella sensazione che mi fa sentire incapace di raggiungere un obiettivo e monta la paura.
Quella sensazione di inutilità: molti della mia generazione e più giovani sono “arrivati” e io, invece, sono lì, che arranco e che a volte faccio fatica e che il mio posto nel mondo non so bene se è effettivamente quello che occupo o è lontano da esserlo.
Ma succede a tutti o solo a me?
Tutto è relativo e un po’ egoistico, quando si tratta di percezioni intime e personali, è questo l’inganno.

Quando poi sono sopraffatta maledico le scelte che ho fatto.
Le decisioni di pancia che ho preso senza riflettere molto, ma almeno so che gli errori si possono riparare e soprattutto quelli pesanti e duri non si replicano se si è abbastanza intelligenti o spaventati.

C’è sempre, poi, la voglia di cambiare continuamente e di crescere, crescere, crescere, crescere, senza stancarsi mai.

Sarà il tempo e sarà settembre, tutta quest’aria di nuovo e rinnovo che mi fa sentire così, ma passerà e domani magari rialzo la testa e la prospettiva è di nuovo cambiata.

run

TGIF #19 Risvegli traumatici, PokemonGo e altri disagi

Questo venerdì è un po’ deprimente.
Non ho pensieri positivi e credo che l’irritabilità che mi pervade, dipenda dalla mia giornata condita da:

  • Risvegli decisamente traumatici.
    Svegliarmi, prepararmi, salire in macchina e andare a lavoro; realizzare che tutto quello che sto facendo è soltanto un sogno!
    Stamattina, credo che fosse stamattina, ho sognato di vivere la mia “quotidianità” e al mio risveglio volevo letteralmente soffocarmi col cuscino.
    Il pensiero che non avevo fatto nessuna di quelle cose mi ha traumatizzato.hop

 

  • Pokemon Go.
    Guidando verso l’ufficio, ho visto una ragazzina, armata di cellulare e occhi fissi sullo schermo, che si è catapultata letteralmente dall’altra parte della strada. Avrei potuto investirla, ma non l’ho fatto.
    Inoltre, nella città in cui lavoro, hanno istituito un Pokebus 24/7 per trasportare i cacciatori di Pokemon.
    Opinione personale: questo delirio pokemon è agghiacciante.

 

  • Le situazioni che mi buttano addosso disagio liquido puro.
    Girovagando, in pausa pranzo, per il centro commerciale, decido malauguratamente di entrare in libreria.
    Premetto che devo essere ispirata per comprare un libro e stavolta non lo ero, sono entrata giusto per perdere un po’ di tempo.
    Adoro girovagare per le librerie, ma detesto il momento dell’uscita: dopo aver sfogliato circa 7000 libri e non averne comprato manco uno, attraversando l’uscita, acquisisco un’aria fintamente innocente e vaga, tipica delle persone che si danno alla fuga.
    La commessa mi vede e mi lancia un’occhiataccia carica di odio, perché lei lo sa che ho solo perso tempo, lo sa che l’ho illusa indugiando sui libri, lo sa che magari avrei potuto comprare qualcosa e invece non ho comprato nemmeno una penna.
    Ecco, quando succede, vorrei evaporare.

batman

 

 

Buon venerdì e buone ferie a chiunque sia in ferie.