9 verità e una bugia. (9)

  1. Sono timida.
  2. Evito i confronti.
  3. Non capisco le persone che non prendono una posizione. Sarà un mio limite, ma proprio non ci arrivo a capirle.
  4. In questo periodo sto nel loop di Benedict Cumberbatch.

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    Qualcosa da aggiungere?
  5. Ritengo che la bellezza sia un fattore soggettivo, ma non capisco come sia possibile che certe persone “morfologicamente” non perfette si atteggino, con spocchia, a bellezze divine scese in terra. A volte mi capita di invidiarle, perché io mi sento sempre insicura e cessa.
  6. Non dico questa cosa per farmi dire “ma no, Pepper, non è vero, non dire così, tu sei …(complimento a caso)“, lo dico perché lo penso davvero.
  7. Non penso che l’invidia sia un sentimento positivo e mi vergogno quando mi sento invidiosa.
  8. Ritengo che l’intelligenza sia un fattore oggettivo e non capisco come sia possibile che certe persone “limitate” spesso si atteggino, con spocchia, ai nuovi Albert Einstein.
  9. A volte, quando parlo con le persone, vorrei rispondere esattamente come me lo immagino in testa, ma le convenzioni e, soprattutto, il diritto penale me lo impediscono.
  10. Mi innamoro dei dettagli.

CATTIVISSIMA PEPPER #14

Buongiorno!
Oggi non tollero la scortesia delle persone. Quelle persone che manco ti salutano quando tu fai di tutto per essere gentile con loro.

Almeno apprezzassero lo sforzo. Non sopporto quell’arroganza maleducata che frena le persone dal farti un sorriso. Ognuno ha i cazzi suoi, è vero, ma non significa che io devo essere per forza scortese.

E non sopporto la giustificazione “io sono fatto così”, perché se tutti “fossimo fatti così” il mondo davvero andrebbe a capitolare, ancora di più rispetto a quello che sta facendo.
Se tutti accettassimo passivamente quello che succede senza tentare di offrire un minimo miglioramento, è giusto meritarsi la fine brutta e patetica che stiamo facendo.

Dovremmo riconoscere i nostri limiti, me compresa, per vivere meglio e accettarli per poi migliorare, ma è così difficile.

Questa cosa mi manda in bestia perché io stessa stento a rendermi conto dei miei limiti e faccio uno sforzo sovrumano per combatterli. Tendiamo così spesso a giustificarci.

Oggi non mi vanno giù:

  • La scortesia
  • I limiti
  • I periodi; mi spiego.
    Sono estremamente ciclica e quindi rivivo male dei periodi che negli anni passati ho vissuto male. È come se il dolore che ho provato si riattaccasse addosso, un po’ curato, migliorato e consapevolmente passato. È come una spinta. Vedo che arriva, reagisco, ma arriva lo stesso. L’anno scorso stavo partendo per un viaggio ed ero una persona molto estranea a me stessa; pensare che è già passato un anno mi rincuora, ma mi fa riflettere su quell’ombra che avevo addosso.
  • L’importanza che si danno certe persone. Che si ricollega all’arroganza e alla scortesia e al mio periodo “difficile”.
    Conoscevo una persona che mi ha confessato che si riferiva a sé stesso come ad una divinità. Non scherzo! GIURO, NON SCHERZO!
    ‘sta gente più che rabbia, mi fa paura. E la cosa che mi fa paura è che molte persone si reputano più importanti e più fondamentali di quanto siano in realtà.
    Se volete vi insegno un po’ di umiltà a suon di mazzate. Veramente, ma veramente, pensi che la tua esistenza sia così importante per gli altri? Non ti rendi conto che siamo quasi 8 MILIARDI di persone sulla terra e che tu sei soltanto una parte infinitesimale di tutta la storia?

madonna