9 verità e una bugia. (7)

  1. Adoro viaggiare.
  2. Considerando il punto numero 1, per viaggiare è necessario, a volte, prendere un aereo.
    Bene: volare mi fa proprio tanta paura e mi lascia addosso per tutto il giorno un terribile senso di nausea.
    Quando mi riprendo però mi sento veramente tanto stupida.
  3. Penso, molto, molto molto spesso, che alcune persone non sanno stare al mondo.
  4. Non ho difficoltà a chiedere scusa.
  5. Ho serie difficoltà a dimostrare il mio affetto e quando ripenso al momento che avrei dovuto sfruttare, mi pento di non averlo sfruttato al massimo e mi sento in colpa.
  6. Credo di soffrire della sindrome dell’impostore.
  7. A volte mi trovo ad invidiare le persone che non hanno pensieri, o almeno sembra che non li abbiano. Come fanno?
  8.  Non smaltisco facilmente una delusione.
  9. Oggi sono decisamente stanca, ed è solo martedì.

“E invece ti sei iscritta in palestra” #02 – IL SENSO DI COLPA

Dopo esattamente un mese sono tornata in quel tugurio che la gente comune chiama “palestra” e mi sono resa conto che la spinta che manda avanti il mondo è quella voce, fastidiosa, martellante e nascosta che propone i peggiori sentimenti verso noi stessi ovvero il senso di colpa.

Di solito, il sabato, in particolar modo la mattina, in palestra ci sono:
– io
– qualche alieno femmina che corre sul tapis roulant per due ore filate senza sudare
– un paio di fomentati che sollevano quintali
– 2 allenatori che cazzeggiano davanti al pc o agli attrezzi.

Civilmente tutti conviviamo nello stesso spazio.
CIVILMENTE.

Sabato 25 gennaio 2014, mattina, c’era il delirio.
Ero partita motivata, lo giuro, ma appena sono entrata in quell’antro affollato, intriso di sudore, chiacchiere da oche e pseudomusica, m’è preso il panico. Volevo scappare.
Notando che tutti gli attrezzi erano occupati, che degli energumeni, mentre sollevavano pesi, si lanciavano in urla strazianti, che una specie di panda-milf col trucco gocciolante mi ha quasi aggredito quando ho messo gli occhi sulla fitball, l’orrore e la paura sono cresciuti dentro di me.
Mi sono seduta in un angolo, lontana da tutti, e ho osservato.

Tutto quel caos era la controprova che il senso di colpa ovviamente esiste, è intenso e soprattutto doloroso.
Ti fa soffrire tanto, in maniera profonda.
Soprattutto se Gennaio è il mese dei buoni propositi, è il mese che viene dopo Dicembre, dopo le abbuffate galattiche, dopo le giocate a carte fino a tarda notte con abbuffate galattiche, bevute galattiche, dormite galattiche.
Perché i 70kg di pandoro con la crema non sono dietetici; la carne, il pesce, il tavolo che hai mangiato da qualche parte si appoggiano, e tu sai che dopo il 6 Gennaio quella voce si presenterà, facendoti notare che sei diventata la madre incinta di Moby Dick, e che devi darti una regolata.
Di conseguenza partiranno tutte quelle idee geniali tipo:
“Quest’anno vita regolare: andrò a correre tutti i giorni, mangerò cibo sano e mi impegnerò affinché possa raggiungere la pace interiore.”

E la palestra, ovviamente, secondo i tuoi ragionamenti, ubriacati dal senso di colpa, è il posto migliore dove trovare la pace interiore. Sei un genio!
Il dolore e lo sforzo fisico ti metteranno alla prova e tu cadrai sotto di essi.

Mi sono alzata dal mio angolo, ho acceso la musica nelle orecchie, ho salutato il mio allenatore, ho preso la porta e me ne sono andata.
Tante parole, tanti propositi, tante aspirazioni, ma l’energia, prima o poi, diminuirà per portarli a termine.
Tutti, prima o poi, rinunceranno, e tutto tornerà come prima: un sabato mattina normale, vuoto e sereno.
Senza sguardi di ghiaccio/fuoco se ti avvicini a qualche attrezzo e senza lunghissime attese per utilizzare il tapis roulant “solo un minuto e te lo lascio” (sììììììì, credici.)
E ritrovata la normalità, io riavrò la mia maledetta fitball e forse troverò la pace interiore!

Fanculo Senso di Colpa, io ti batto col piacere di mangiarmi un gigamuffin al cioccolato!