CATTIVISSIMA PEPPER #26

Buongiorno e buon lunedì di “ricomincio”.
Oggi è il primo giorno della settimana in cui si ricomincia seriamente.
Le scuole, il traffico, l’ufficio, gli impegni. Tutto.
E quindi ricomincia pure il mio disagio.

Ciò che oggi non riesco a sopportare è una sensazione di impotenza.
Non credo che capiti solo a me.
È una sensazione di inadeguatezza verso il mondo.
Quella sensazione che mi fa sentire diversa da tutti, ma non diversa in maniera arrogante, diversa-mancante.
Come se stessi correndo e vedessi il traguardo, ma il traguardo rimane sempre lontano da me, sempre di poco, ma lontano.
Quella sensazione che mi fa sentire incapace di raggiungere un obiettivo e monta la paura.
Quella sensazione di inutilità: molti della mia generazione e più giovani sono “arrivati” e io, invece, sono lì, che arranco e che a volte faccio fatica e che il mio posto nel mondo non so bene se è effettivamente quello che occupo o è lontano da esserlo.
Ma succede a tutti o solo a me?
Tutto è relativo e un po’ egoistico, quando si tratta di percezioni intime e personali, è questo l’inganno.

Quando poi sono sopraffatta maledico le scelte che ho fatto.
Le decisioni di pancia che ho preso senza riflettere molto, ma almeno so che gli errori si possono riparare e soprattutto quelli pesanti e duri non si replicano se si è abbastanza intelligenti o spaventati.

C’è sempre, poi, la voglia di cambiare continuamente e di crescere, crescere, crescere, crescere, senza stancarsi mai.

Sarà il tempo e sarà settembre, tutta quest’aria di nuovo e rinnovo che mi fa sentire così, ma passerà e domani magari rialzo la testa e la prospettiva è di nuovo cambiata.

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Il primo giorno d’autunno

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“Come mai oggi sei così dolce?”

Inizialmente non sapevo cosa rispondere, poi ho scoperto che oggi è il primo giorno d’autunno, e io amo l’autunno.
Amo la dicotomia tra il calore dei colori e il freddo timido e impacciato che inizia a diffondersi.
E io mi risveglio, come da un lungo letargo al contrario.
Quest’anno sembra molto diverso, con una luce completamente nuova, calda e dolce, dopo un anno dal peso importante.
Come le foglie, dopo il dolore del distacco si lasciano cadere, si abbandonano al terreno, pronto ad accoglierle in un abbraccio morbido, l’autunno è una caduta, dannatamente maledetta, ma da cui si risale, più forti e liberi.
L’autunno, per me, è accogliente.
Il mio autunno ha gli occhi intensi, in cui mi piace perdermi ogni giorno di più.